Recensione film: Bright originale Netflix

Recensione film: Bright originale Netflix
Recensione film: Bright originale Netflix

Come ogni Natale al cinema escono tonnellate di Cine Panettoni di dubbio gusto e di dubbio impegno nella realizzazione della pellicola stessa, tuttavia sotto i riflettori pesantemente criticato e ingiustamente aggiungeremo noi troviamo, Bright del produttore statunitense David Ayer  (ricordate Suicide Squad?)

Recensione film: Bright originale Netflix

Recensione film: Bright originale Netflix
Recensione film: Bright originale Netflix

Che cosa è Bright? Molto semplicemente la prima pellicola interamente Netflix per quello che riguarda i lungometraggi americani. Il lavoro dietro la pellicola c’è e si vede la sceneggiatura se pur non priva di buchi e lacune narrative fa il suo sporco lavoro e ci proietta in una ambientazione appena accennata, ma che tesse i contorni per quella che sembrerebbe una introduzione al capitolo 2. letteralmente un poliziesco Fantasy, ci sembra di aver rivisto in alcune  scene, quasi degli stereotipi cinematografici degli anni novanta e primi duemila, anche la seconda pellicola di Matrix e Pirati dei Caraibi se prese da sole sembrerebbero povere e semplicemente caotiche, quello che ci si aspetta da un capitolo introduttivo è che ci guidi e ci incuriosisca. La computer grafica di questo lavoro è poca e ben realizzata non disturba, non stupisce, ma non fa storcere il naso, certo in molti casi si limita a un leggero trucco o a delle lenti a contatto, ma tutto rimane legato allo stile voluto del film senza mai tradirlo.

Un film di denuncia che mette in evidenza una tematica tanto attuale quanto sfortunatamente diffusa, odio razziale, differenze tra bene male e tra ricchezza e povertà per non parlare della corruzione presente ovunque e in tutti i settori.

 

Arma Letale? Bad Boys? Die Hard? Beh che dire in determinati momenti la coppia di sbirri ricorda se pur velatamente i vari film poliziesche della fine degli anni novanta, splatter ed esplosivo, fin anche troppo tuttavia mai inutilmente violento, ogni azione per quanto spettacolare resta ancorata alla tipicità dei film di azione polizieschi American Style.

Will Smith c’è e si vede, come al solito è impeccabile recita bene e sembra molto coinvolto nel suo personaggio, per alcuni tratti la sua interpretazione ci convince più su Bright che in altri lavori,  uno strano cast che annovera si attori, ma anche ballerini e comici.

Recensione film: Bright originale Netflix
Recensione film: Bright originale Netflix

La trama per quanto il fantasy si presti a infine possibilità resta semplice e povera, ma pensiamola in chiave introduttiva appunto in previsione di un secondo capito che…. sembra gia in confezionamento ad opera della Overbrook Entertainment. Passati duemila anni dalla grande guerra delle razze con il signore oscuro ( Non Voldemort )  elfi umani e centauri, si sono spartiti il mondo integrati fra loro, i primi sembrano aver ricoperto tutte le cariche più prestigiose ed essere diventati rappresentanti del ceto alto, i secondi sembrano aver conservato lo status sociale misto a cui nella vita reale siamo abituati, per i centauri di cui ancora poco si sa nella pellicola li troviamo collocati tutti come agenti di polizia; i veri emarginati sembrano essere gli orchi che alleatisi con l’oscuro signore e sconfitti dalle altre razze ricoprono ormai lavori umili e rappresentano quello che per noi sono gang di strada e criminalità in generale.

Naturalmente questa situazione crea un sentimento xenofobo tra le varie razze ma in particolare, per porre un freno a questa situazione LAPD decide di arruolare poliziotti orchi e il primo tra loro Nick Jakoby viene messo in coppia proprio con Daryl Ward, ( Will Smith) durante un inseguimento Nick perde di vista un sospettato di razza Orco che ha appena sparato a Daryl, questo da vita a dubbi sulla lealtà da parte dell’agente Jakoby verso la polizia e alimenta l’odio nei confronti dell’etnia da lui rappresentata. Una sera durante una retata irrompono in un edificio che chiaramente traffica armi, la trovano i resti dei cadaveri degli occupanti come bruciati magicamente e  incontrano Tikka (Lucy Fry) una giovane elfa nonché Bright, un essere in grado di utilizzare la magia, in possesso di una bacchetta, oggetto del desiderio di tutte le fazioni, cosa che metterà i due agenti al centro di un vortice di sparatorie tradimenti ed uccisioni cruente fino alla risoluzione del film senza sosta, dove un finale intuibile, ma non del tutto scontato, ci stimola maggiormente nel desiderare un sequel.

Recensione film: Bright originale Netflix
Recensione film: Bright originale Netflix

Non aggiungiamo altro e vi lasciamo gustare la pellicola a patto che abbiate Netflix, un film che non ha enormi pretese, ma riesce ad intrattenere molto non tanto con le parole quanto con i fatti caratteristica tipica dei polizieschi action. Noi speriamo in un seguito più descrittivo dove la società venga mostrata meglio e dove venga approfondita la storia che c’è dietro la grande battaglia col signore oscuro, ma potremmo ritrovarci in futuro anche  un terzo capitolo, magari un prequel interamente ambientato in un medioevo fantasy, chi può dirlo Bright è aperto a tutto, buona visione.

 

 

 

 

Comments

comments